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Contratti Integrativi "meritocratici" Wanted.

di Sebastiano Battaglia

Sebbene le seguenti sentenze (Corte Costituzionale 30/10/97, n° 320; Sicilia – Catania – 28/04/99, n° 750; Consiglio di Stato Sez. V, 14/04/2000, n° 2230;) siano riconducibili alla valutazione dei titoli professionali; alle pubblicazioni; nonché all’esperienza professionale acquisita (attinente l’organizzazione dei servizi, facendo vieppiù ricorso alla informatizzazione degli stessi), il contratto integrativo del M.I. 1998 – 2001 ha omesso la valutazione dell’esperienza professionale prevista espressamente nell’art. 15 del CCNNLL, lett. B, secondo capoverso. Difatti, l’art. 10 del su richiamato contratto, ha escluso la valutazione dei titoli dimostrativi della esperienza professionale di che trattasi.
Premesso che il dipendente "Collaboratore amm.vo-contabile" 7^ qualifica funzionale, nel tem-po, è stato formalmente designato dal Responsabile legale dell’ufficio di appartenenza per inca-richi esterni, instaurando dei veri e propri negozi giuridici in nome proprio e per conto dell’ente rappresentato, ricoprendo le sotto specificate funzioni di:
· Funzionario incaricato della verifica bimestrale del fondo di consistenza di cassa presso Enti esterni;
· Funzionario incaricato quale componente la Commissione vincite                  ENALOTTO;
· Funzionario incaricato quale componente la Commissione per l’accertamento dello stato di fuori uso dei beni mobili presso Enti esterni;
· Componente il Collegio dei Revisori dei conti presso Enti esterni, ricoprendo financo il ruolo di Presidente del Collegio;
Ciò premesso, preso atto delle considerazioni su esposte, si fa osservare quanto segue:
1. sembra molto strano come i recenti contratti integrativi nel pubblico impiego non abbiano tenuto conto delle su accennate esperienze lavorative dal momento che, ad esempio, il decreto 30 marzo 2000, n° 162 (G.U. n° 141 del 19/06/2000), del ministro della Giustizia, al comma 2, equipara la figura del revisore dei conti al dirigente pubblico con esperienza triennale nella funzione.
2. La doglianza di cui al superiore punto 1), a parere dello scrivente, viene ulteriormente ribadita dalla legge 15 luglio 2002, n. 145, art. 3 – comma 10, (in G.U. n. 172 del 24 luglio 2002 - in vigore dall'8 agosto 2002), in quanto, nel demandare la funzione di controllo presso i collegi di revisione degli enti pubblici ai dirigenti (in rappresentanza di amministrazioni ministeriali), non permette l’equiparazione dei compiti del revisore dei conti "dipendente non dirigente" con quelli del revisore "dipendente dirigente"; evitando così che la norma esplichi gli effetti giuridici od anche solo economici in sede di contrattazione integrativa. Impedendo, cioè , un sia pur minimo salto di qualità di progressione nella carriera per i dipendenti interessati.

Sebastiano Battaglia